Le rovine sommerse degli antichi Maya in Messico

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La nostra proposta prevede un mini tour che unisce natura e cultura, per scoprire lo Yucatàn!!
Le città più pittoresche della regione come Valladolid con la sua piacevole atmosfera di tranquillita’ e i suoi edifici coloniali color pastello, Izamal conosciuta come la “citta’ gialla”, Meridá che ha la più alta percentuale di indigeni di etnia Maya ed e’ soprannominata la “Città Bianca”, i siti archeologici più famosi come Chichén Itzá dove ogni anno il 21 marzo e 21 settembre la piramide di Kukulcan mostra il suo splendore solare, con uno spettacolo di precisione astronomica senza precedenti, Uxmal antica città Maya dichiarata Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996, Cobá circondata da un’enorme giungla verde, Ek Balam con le sue sorprendenti e ben conservate sculture, e Tulum con le sue rovine affacciate sul bellissimo Mar dei Caraibi!!

Narra la leggenda Maya che per poter raggiungere l’Inframondo, o Xibalbà, l’ultimo dei tre regni in cui era suddiviso l’universo (gli altri sono quello della Terra, Cab, e quello superiore, il cielo, Caan), governato dagli Dei della Malattia e della Morte, le anime dei defunti dovessero percorrere un cammino difficile e tortuoso, disseminato di pericoli e prove da superare, fiumi pieni di scorpioni, di sangue di pipistrello e di pus, alla fine del quale, si trovava una struttura a metà fra l’acqua e la terra ferma, con costruzioni, pozzi, templi e dedali di corridoi. Nei Popol Vuh, il libro sacro per eccellenza dei Maya della tribù dei Quichè, Si legge anche che solo seguendo la figura mitologica di un cane in grado di vedere al buio era possibile raggiungere la porta per lo Xibalbà.

Ma oggi, in una cueva (una caverna) nel sito di Sahcaba, nella penisola dello Yucatan, in Messico, sono stati rinvenuti almeno 14 tempi sotterranei, alcuni dei quali sommersi dall’acqua, alcuni contenenti resti di ossa umane (testimonianze degli antichi sacrifici umani che qui venivano praticati). Secondo gli esperti potrebbe trattarsi proprio di alcune delle rovine del leggendario cammino verso l’Inframondo, l’ingresso al quale, secondo una tradizione che risale al XVI secolo, era stato fino a oggi collocato in una grotta nei pressi di Cobán, Guatemala.

Il complesso di templi e cenotes, che secondo de Anda non risalirebbe a meno di 1900 anni fa, si estende nel territorio di vari municipi della regione centrale della penisola dello Yucatan (Tecoh, Homun, Kantunil, Chocholà e Abalà).

donata.tozzi@evolutiontravel.email

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